Il decreto che cancella la Forestale è ancora un mistero

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Si è consumato, nella notte tra il 20 e il 21 gennaio, il tentato assassinio del Corpo Forestale dello Stato. Gli indiziati del delitto sono Renzi, il ministro Martina e la ministra Madia. Restano ignoti (e oscuri) i mandanti.

Di certo nessuno (a parte i tre indiziati) finora aveva dichiarato pubblicamente che il Corpo Forestale dello Stato fosse un problema per l’Italia. Nessun gruppo organizzato o categoria sociale si erano espressi pubblicamente per promuovere il piano omicida.

Al contrario una grandissima parte della società civile si è espressa a favore del potenziamento del CFS attraverso la petizione sul sito www.change.org/forestale e con pubbliche dichiarazioni sui media di personalità di rilievo di vari settori (don Ciotti e Saviano ad esempio).

Sappiano gli assassini che, per loro (s)fortuna, la vittima non è ancora morta. Sarà il popolo che la riporterà in vita e un “giudice a Berlino” che ne stabilirà la sua riagibilità.

Uno dei tre indiziati poi, tal Maurizio Martina, che a suo vantaggio può annoverare l’alibi di essere stato da mesi lontano dalla vittima, ha inviato ai suoi 7500 appartenenti (che non hanno ancora ricevuto il testo ufficiale del decreto) una lettera di commiato con la quale viene fatto credere che la “reincarnazione” del CFS in un altro corpo (questa volta militare) fosse l’unica possibilità di rinascita per il cadavere.

Per noi l’unica rinascita consisterà nella bocciatura dei decreti, sommersi da una montagna di ricorsi.

Noi non molliamo!!! W la Forestale!!

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https://www.change.org/p/campagna-salviamolaforestale?recruiter=38361309&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

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